La città di Rieti è stata dichiarata Città del Risorgimento nel 2019 in occasione del 170° anniversario della Repubblica Romana del 1848/49. La città ha meritato tale riconoscimento perché è noto, e storicamente accertato, che Rieti fu protagonista durante il Risorgimento nazionale in una serie di eventi storici importanti.
A Rieti avvenne la battaglia di Lesta del 1821, tra le truppe napoletane guidate dal gen. Guglielmo Pepe e quelle austriache guidate dal gen. Frimont, nel quadro della guerra austro/napoletana generata dalla concessione di alcune garanzie costituzionali al Parlamento napoletano da parte di Francesco II di Borbone ed osteggiate dall’Imperatore d’Austria garante della restaurazione del 1815.
A Rieti nel 1831 avanguardie dell’esercito delle Legazioni, guidato dal gen. Sercognani, si scontrarono con le truppe papaline a Porta d’Arci per liberare la città dal potere temporale dei papi.
A Rieti fu costituita la Prima Legione Italiana guidata da Giuseppe Garibaldi che partecipò alla difesa della Repubblica Romana nel 1849 dando filo da torcere ai francesi inviati da Napoleone III a restaurare sul trono di San Pietro il papa fuggito a Gaeta.
A Rieti Garibaldi soggiornò per circa tre mesi, dal 29 gennaio al 13 aprile del 1849 a Palazzo Colelli, dove il 23 febbraio fu raggiunto dalla moglie Anita che abitò con lui fino a quando la Legione lasciò la città per difendere la Repubblica a Roma.
Rieti partecipò con 4 costituenti, eletti nel collegio reatino nelle prime elezioni democratiche di uno stato europeo, alla redazione della Costituzione della Repubblica Romana antesignana di quella della Repubblica Italiana vigente.
A Rieti soggiornò per mesi nel 1849 Margaret Fuller, prima inviata speciale di guerra donna della storia, in attesa che nascesse il figlio Angelo Ossoli, nato dalla relazione con il conte Giovanni Angelo Ossoli che si era arruolato nell’esercito della Repubblica romana.
Rieti fu ancora protagonista della Campagna dell’Agro romano del 1867, culminata con la sconfitta di Mentana, partecipandovi con una colonna di reatini condotti dal patriota reatino Lodovico Petrini che combatterono, guidati da Menotti Garibaldi, a Montelibretti e, da Giuseppe Garibaldi, a Monterotondo sconfiggendo gli zuavi del papa prima dell’episodio di Mentana.
Durante l’epopea risorgimentale molti furono i caduti reatini e sabini nelle battaglie risorgimentali i cui nomi sono incisi in targhe e cippi commemorativi disseminati nei muri della case cittadine e nei cimiteri di tutta la Sabina.
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