Project Description

Essenziale e nervosa la prosa di Amedeo Ravaglia in questo saggio su Domenico Petrini, quasi a significare l’ansia di con correre ad un preciso giudizio sul Nostro: ansia di poeta, che si fa poesia anche nella più meditata riflessione.
Ravaglia fu pioniere, a Rieti, nella volontà disinteressata e generosa di celebrare Petrini tra i grandi della migliore critica letteraria contemporanea, fin da quando, a sollecitare gli assopiti silenzi della cultura cittadina, si levavano sul letterato reatino voci autorevoli da ogni contrada italiana e non solo italiana.
Tant’è. A Rieti mancano o tardano a manifestarsi la grinta e l’entusiasmo dell’approccio a valorizzare nelle giuste proporzioni le risorse intellettuali locali e solo quando da altre direzioni soffia insistente il vento della fama per uomini di casa nostra, ci s:; ricorda, come svegliandosi da un sonno pesante e ostinato, dell’importanza di certe realtà.
Un rimprovero? Più che altro un avvertimento, una esortazione!
Ben notò Ravaglia, tra i primi a Rieti, come Petrini abbia individuato la definizione e il posto che spettavano al Panini, al Berchet, al Manzoni, al Carducci, al Pascoli nella nostra letteratura e abbia posto fine a intricate controversie di accuse e riconoscimenti.
L’invito di Ravaglia a ricordare Domenico Petrini si levò quasi in un deserto, fino a quando l’ufficialità delle celebrazioni
Pagine: ??
Autore: Amedeo Ravaglia
Anno di stampa: ??

